Auto, vie di Manhattan, fari , traffico caotico in qualunque ora della notte e del giorno, sembrava di essere a Hong Kong, ricordava la corsa in auto, il balzo che aveva fatto nell’auto scura quando aveva preso la decisione di lasciare il gruppo che era arrivato da Bangkok e dare così una svolta alla sua vita.(cap.4) Le luci che l’avevano illuminata quando nuda in mezzo al traffico si era impalata sul cazzo di lui godendo, felice di averlo di nuovo e diventare sua schiava, non aveva idea di quello che avrebbe passato, ma ripensandoci non sarebbe tornata indietro. L’addestramento , la caccia, il castello e poi di nuovo la gabbia, usata come un animale…quel brivido che la prendeva nell’essere umiliata e nel vedere le facce eccitate dei maschi attorno a lei, si, era diventata una schiava, esibizionista che amava il limite nell’essere trattata come un oggetto….Il dolore della frusta, quelle scosse che le squassavano il corpo e la testa, il piacere del dolore , non sapeva fino dove sarebbe arrivata , quale fosse stato ilo suo limite, forse solo M… , la conosceva a fondo . Erano in auto e finalmente dopo incroci e sensi unici arrivarono. Notte fonda. Il locale era in Hudson st,673, era un locale per maso e esibizionisti…….arrivarono: il taxi accosto al marciapiede, “lei “ ora era eccitata e aveva voglia di esibirsi, c’erano delle persone e la sua discesa fu degna di una prima donna del cinema. Le sue gambe lunghe uscirono per prime mostrandola fino all’inguine, l’attaccatura delle calze, il loro ricamo….si vedeva perfettamente che non portava intimo, scendendo aveva volontariamente allargato le cosce e aveva messo in vista tutto …ebbe un brivido era eccitata, scese anche Susy, che la prese immediatamente a braccio, la sua maglia era scesa e il seno era quasi in vista . Erano uniche, una bionda e una mora, una coppia perfetta….dall’altra auto scese Inghe e suo marito, il marito era al guinzaglio, lei aveva il potere…..Entrarono, i tavoli erano già stati prenotati , moquette sul pavimento, dal salone veniva una musica assordante, passarono al guardaroba e qui succedette qualcosa, “lei” dovette entrare in bagno, chiusa la porta si trovò il portinaio davanti a lei. Il suo cuore ebbe un sobbalzo. Parole gelide, da un volto senza espressione. “ la gabbia l’aspetta , ma prima mi segua si deve vestire” nooo non posso “ lei può, lo vuole lui…abbassò la testa, si risentì un oggetto, un brivido corse lungo il suo corpo…..che cosa le avrebbero fatto’ . Vedo che porta sempre il collare…si ricorda sempre del suo stato. Attraversarono un corridoio illuminato da luci fioche, c’erano delle stanze con le porte aperte , salottini privè da dove giungevano gemiti, ombre di persone, corpi aggrovigliati che si contorcevano sotto gli effetti dell’orgasmo e del dolore. Come club, l’Hellfire era per maso e fetisch. Incrociarono due uomini vestiti di tutto punto, avevano solo una mascherina agli occhi, in mezzo a loro una donna completamente nuda, con solo le scarpe ai piedi, aveva striature rossastre su tutto il corpo. Vedendola con il cinese il terzetto si fermò, ordinarono alla loro compagna di inginocchiarsi davanti a lei e di leccargli le scarpe. “Lei” era una bellezza, con il suo vestito nero che nulla lasciava all’immaginazione, le sue gambe lunghe e il suo seno da femmina calda, il caschetto dei capelli neri che incorniciava il suo viso perfetto dagli occhi verdi da gatta, non sembrava una schiava, ma una padrona. La donna in ginocchio chiese il permesso di baciarle le scarpe. Si ricordò quando aveva avidamente leccato le scarpe della direttrice della casa per il suo addestramento a Hong Kong. Provò un brivido di piacere , ora era lei la padrona, vide la lingua della schiava scorrere sulle sue scarpe, e volutamente davanti a tutti si aggiustò le calze tirando su quel poco di gonna che aveva e mostrando così le sue ninfe inanellate; la femmina corse con la lingua oltre le scarpe risalì lungo la sua gamba fino a fermarsi sul suo pube e li la succhiò avidamente. Lei ebbe brividi, il suo corpo tremò, l’orgasmo le giunse inaspettato, per la situazione, per l’insieme delle cose che le stavano succedendo, tra tre uomini in piedi attorno a lei e una donna in ginocchio davanti a lei che le succhiava il ventre. Godeva nel sentirsi padrona e mostrarsi, aveva paura per quello che sarebbe successo ma il suo esibizionismo stava uscendo M…la conosceva bene , forse meglio di lei stessa. Giunsero in una specie di spogliatoio, due Pugin l’aspettavano, quando fu nuda, fu guardata con ammirazione, era bella …..le fu consegnato un completo in latex , una tuta nera , lucida e aderente come una seconda pelle che le lasciava scoperto il culo e il pube . La tuta la vestiva in maniera perfetta. Era un’altra persona , un essere di un altro mondo. Poi fu la volta di un cappuccio, sempre nero, le lasciava liberi gli occhi e la bocca. Era un oggetto modellato, una marziana, le labbra e i suoi occhi erano le sole cose che la maschera di gomma lasciava scoperti , una forma rotonda , sembrava marmo nero. Gli organi sessuali esposti, sul nero spiccavano i suoi cerchietti in oro . Sarà un oggetto del locale M…vuole così, ora mi segua. Non era tirata con il guinzaglio, ma seguiva il cinese come un cane obbediente . Entrò in un’altra stanza che dava sul salone così che tutti la potessero vedere , vicino al muro c’era un trespolo da bar, sulla sedia era conficcato un dildo artificiale. “ lo lubrifichi con la bocca, se lo deve infilare nel culo..starà così tutta la sera , seduta e impalata, il dildo funzionerà, avrà degli orgasmi …lei è una cosa che deve godere e basta..chi vuole le potrà succhiare il ventre. Lei è una cosa lo ripetè di nuovo………. Non volle credere a quelle parole ma poi meccanicamente fu attirata dal fallo lucido al centro del sedile, lei aveva il corpo vestito di latex aderente come una seconda pelle, si avvicinò così al feticcio le sue mani scivolarono sulla superficie liscia una due volte come per saggiarne la consistenza, due fili partivano dalla base del sedile; poi meccanicamente si piegò su di lui le sue labbra iniziarono a scorrere, lapparlo, insalivarlo. Poi brutalmente spalancò la bocca e lo inghiottì. L’asta lucida scomparve nella sua bocca, prima si fermò a metà della lunghezza, poi fece uno sforzo e se la inserì tutta fino in gola e oltre . Ore di disarticolazione delle sue mandibole per i pompini che aveva fatto durante l’addestramento le risultavano utili, riusciva ad inghiottire quasi cazzi da cavallo, Susy ne rimase colpita, aveva capito che quella statua vivente ricoperta di latex nero dai riflessi marmorei era lei ; anche altre persone ne rimasero affascinate …. Femmina fatta per aspirare cazzi di qualunque misura anche di animali . Si sentiva come una cagna che deve dare piacere si stava bagnando abbondantemente, così osservata e per quello che faceva si stava eccitando . Il cinese in disparte la guardava impassibile, come l’occhio di una telecamera che da un angolo riprendeva tutta la scena, le facce del pubblico e lei dea, regina pregnante lussuria . Smise, ora il fallo era lucido di saliva , era largo alla base della grossezza e lunghezza di un manganello in cuoio . Poi arrivò l’ordine: “ ora siediti sopra e infilatelo nel culo, la tua figa deve rimanere in vista chiunque potrà leccarla e infilarci dentro le dita, il tuo padrone vuole che tu abbia il culo pieno”. Sentì un brivido misto a piacere e paura, li in pubblico si sarebbe calata sul cazzo artificiale e se lo sarebbe inserito nelle viscere . Ora il pubblico la guardava, era in silenzio, salì sopra allargando le gambe , mostrando a tutti la rosetta scura, la posizionò sopra la punta del cazzo finto e poi iniziò a calarsi lentamente , centimetro dopo centimetro , la base ara larga, sudava e stringeva i denti per le fitte di dolore che le arrivavano in testa , non era ancora abituata a simili misure, lo faceva per lui, esclusivamente per il suo padrone, avere pubblico le dava piacere ma in quel momento era solo per lui. Si inculò da sola, con un misto di piacere e di vergogna….godeva. Il piacere la stava assalendo. Quando fu immobile e piena le mani le furono bloccate in posizione aperta, doveva stare diritta. Era impalata e ora il cazzo finto iniziò a muoversi in lei…….su e giù, lentamente, in maniera veloce, lentamente, e poi in maniera veloce, era in un perenne stato di eccitazione, le ondate di piacere si susseguivano. Era in una gabbia di vetro , in vista ed esposta…..la gente la guardava, Susy fece un balzo dentro, si piegò a leccarla provocandole scosse di piacere…….. non fu la sola , altre donne sostituirono Susy, poi fu la volta di maschi e ancora donne. Dello sperma spiccava sulla sua tuta nera, le sborravano addosso, era una cloaca, le piaceva , provava un misto di piacere per quello che le stava succedendo….. . Su un altro palco una bionda dopo essere stata legata su una specie di traliccio veniva sonoramente battuta tra l’ilarità del pubblico, maschi e femmine erano eccitati, la donna esausta con le striature rossastre sul corpo fu ripetutamente posseduta, gridava e scuoteva la testa, un’altra che amava nel farsi battere e violentare, piacere dello sporco, esibizionismo, non fu la sola a salire sul palco, nessuno sapeva se erano invitate o attrici chiamate per uno spettacolo hard , ma il pubblico apprezzava, allungava le mani e tra i tavoli più di una donna faceva sesso con il proprio partner fregandosi dei vicini…L’eccitazione stava salendo, con lei la musica e i lampi di luce. Nei bagni la polvere bianca era iniziata a scorrere, piacere antico come l’uomo, alcool e martini non si contavano, il passo fu breve crollarono gli ultimi freni inibitori e il baccanale ebbe inizio. Sesso, sesso, sperma e sudore, non serviva andare nei privè ma tra il pubblico era più eccitante, dogging impazzava, l’indomani sarebbero state delle persone irreprensibili ma per quelle poche ore erano diverse, solo sesso e vizio contornato da qualche additivo strano. Lei intanto era li, non poteva partecipare ma non ce l’avrebbe fatta, era letteralmente impalata e le ondate di piacere si susseguivano nel suo corpo, quando la sarebbero venuta a prendere? Era ormai drogata dagli orgasmi e tremava tutta . Avrebbe voluto lui , voleva lui che la guardasse, si stava annullando per lui, per il suo padrone, no non poteva essere il padrone, lei era libera, in quella macchina a Hong Kong era entrata di sua volontà e non sarebbe tornata indietro, era il suo padrone, lo amava? Non lo sapeva neanche lei. Ma senza di lui non riusciva a stare e accettava tutto quello che le veniva imposto. Questi erano i pensieri che aveva tra le ondate degli orgasmi che si susseguivano……. La festa ormai stava volgendo al termine, dopo gli eccessi degni di un baccanale dell’antica Roma, il locale si stava svuotando. A terra pozze di liquore, bottiglie bicchieri, resti organici …l’orgia si può dire era terminata. Susy si riebbe lentamente, non capiva dove si trovasse, aveva la testa pesante, era circondata da corpi nudi semi addormentati e lei si trovava nella stessa condizione , aveva i buchi arrossati e grondava stille di piacere. Vide il marito di Inghe appeso a una trave , era stato sonoramente battuto e violentato dalla moglie con un fallo artificiale. Sua moglie lo portava ancora legato in vita, sdraiata su un divanetto . L’uomo era stato imbavagliato e oltre alla moglie altre persone avevano approfittato di lui…..Lei era nella gabbia , legata, prigioniera , impalata da quell’amante diabolico che le elargiva piacere senza sosta . Della sua lucidità rimaneva ben poco, tremava in preda a orgasmi che si irradiavano dal suo ventre, vere e proprie scosse che non le davano pace, era spossata,un filo di bava le scendeva dalla bocca e a terra e sul trespolo piscio , piacere e merda la facevano da padrone, non era più riuscita a trattenere niente ( se mi legge un maschio, sicuramente sarà riuscito a fargliela fare addosso facendola godere alla grande…provare per credere), Susy e il cinese entrarono nella gabbia,e presa di lato la sfilarono dal suo amante meccanico che aveva conficcato nel culo. Uscendo emise un rumore osceno coperto da un suo gemito. La guardarono, era stravolta, il piacere le colava tra le gambe e tolta la maschera aveva due occhiaie spaventose, era terrea, barcollava, non riusciva a stare in piedi, i due letteralmente la sorreggevano . La statua di marmo nero ondeggiava , lei non sentiva più le gambe erano molli per i troppi orgasmi provati, il culo lo aveva ancora dilatato e sembrava una piccola bocca socchiusa. Poi lentamente ritornò su questa terra….nella stanza dove si era cambiata le venne dato un liquore corroborante, che le ricordava quello di Vienna. Li aveva passato due giorni di piacere nella villa dei Rinzing.(cap.9) Sicuramente la padrona era sempre Madame Fong quella vecchia aveva qualche cosa di mefistofelico, e anche M……che riusciva a leggere nel suo pensiero costringendola a fare quello che voleva . La sua natura di schiava, di esibizionista lussuriosa era ormai uscita e amava sempre di più le situazioni estreme, dove lei era esclusivamente un oggetto e il centro della situazione. I sogni perversi che aveva avuto quando viveva con l’altra persona ora si avveravano, non riusciva a capacitarsi aveva pensato a cose folli e ora le stava mettendo in pratica. Si rivestirono, il cinese mise in un pacco la tuta di latex e la consegno nelle sue mani…così vuole il padrone. All’uscita una vecchia le fece prendere i biscotti della felicità, all’interno la carta del rapimento…le sue donne si misero a ridere, intanto il taxi arrivava per portarle in albergo, albeggiava….
Continua