Felice una coppia lungo la diga di Grado.Un brivido dall’aria notturna portata dal mare
Lei un lungo vestito, quasi una tunica leggermente svasato, lo chiudeva una lunga fila di bottoni e i primi e gli ultimi aperti facevano intravvedere un seno procace e due gambe lunghe, abbronzate esaltate da un paio di tacchi…
L’ora era tarda non c’era quasi nessuno la stagione estiva era al tramonto… ..la luna, forse quel vino del Collio d’un giallo ramato, così scesero lungo la scaletta per arrivare a un giardino e nel giardino, fatti quei pochi gradini iniziarono a baciarsi….passione, via via un gioco di labbra…. .il candore dei denti…corrono le mani sul corpo di lei cedono i bottoni…prende la furia….frenetica…il vestito ormai aperto, s’accuccia come una cagna ormai quasi nuda ….con rabbia apre la patta….appare il cazzo di lui, fascino ferino del maschio…s’avventa, baccante impazzita lo succhia….lo esalta….lo ama….lo inghiotte fino alla gola…lo sente pulsare esplode il piacere…. lo inghiotte…il viso imbrattato, i capelli scomposti con strisce biancastre, lucido il mento, le labbra, lucide le sue cosce mentre la sua mano martoria la fica; separati dal mondo in quel momento e continuano come impazziti ….
Un ombra li guarda..un barbone li osserva.Lei si sente osservata, si gira e in quel momento lui le blocca le braccia il vestito semiaperto la mostra in tutto il suo splendore, il seno, il ventre bombato, non porta nient’altro……
Lui, rivolgendosi all’ombra…
“Vieni qua , guardala e segati”
Il barbone come interdetto s’avanza, puzza d’urina, di vino, un odore pungente…la guarda, le si inginocchia davanti sul ghiaino del parco tra le prime foglie secche, tutto attorno è silenzio, non c’è nessuno, sono solo loro tre…… tira fuori il cazzo grugnendo quasi un povero stolto davanti a una visione …una mano sporca dalle unghie nerastre le sfiora le gambe,lei trema si vuole divincolare ma lui la blocca inesorabile…
“Ora fai la cagna stai ferma vedrai come si eccita….”
Prima guardingo, poi con più forza la palpa; le sue dita nere in contrasto con la sua pelle abbronzata e tonica lei chiude gli occhi, bloccata offerta allo sporco, sente il puzzo …lui viene sulle sue gambe sui suoi piedi uggiolando…. scorrono gocce di sborra…
“ Ora pulisci”
Lui dice… ” Ora leccala…” Così quel maschio si prostrare ai suoi piedi la sua lingua scorre sui tacchi….
“Alza la scarpa fatti pulire la suola …” lei lo fa lui le pulisce le suole, scorre sulle sue cosce sbavando raccogliendo le sue gocce di sborra poi….forza la figa…lei trema….sente la sua barba. Il suo alito sulle sue ninfe ha un fremito, chiude gli occhi, sente arrivare nuovamente il piacere, la situazione, lo sporco …..lui ancora si sega in un parossismo scimmiesco erutta di nuovo in ginocchio come davanti a una Dea ancora…ancora….. fammela chiavare .
Silenzio ….”ora basta” ancora la voce di lui, andiamo … “solo due bottoni”…lei ancora sporca di sperma tremante per quel piacere sottile che aveva provato….s’avviarono…. così entrarono in un bar……. forse l’unico aperto, un posto malsano dalle luci soffuse ..a un tavolo degli avventori si raccontavano storie sollevando le risa di due prostitute che li accompagnavano c’erano anche un finocchio che parlava con il gestore…e altre due persone…..Entrarono dentro, si fece silenzio, tutti gli sguardi erano per lei, quel magnifico vestito quasi completamente aperto che metteva in risalto il suo corpo …la guardavano….spiavano le sue gambe lunghe messe in risalto dallo spacco vertiginoso che faceva intravvedere un ventre liscio privo di peli che chiamava il piacere…. Era lei, in quel momento si vergognava avrebbe voluto scomparire ma si sentiva la regina … Si diressero verso il fondo sedendosi su una panchetta aspettando la consumazione. Le faceva male il ventre ancora si contraeva per quello che era successo in giardino …quell’uomo in ginocchio lasciato così…. la sua lingua sui suoi piedi…sulle sue cosce …l’orgasmo che aveva avuto ….ma la voglia rimaneva covava nella sua mente voleva un uomo, voleva il suo uomo non ce la faceva più. Ora gli sguardi melliflui che la soppesavano……il suo vestito seduti così non lasciava niente all’immaginazione …si sentiva sporca e nello stesso tempo le piaceva ….li stava eccitando…cani in fregola per una cagna …….si strusciò su di lui lo voleva….. .Il barman nel frattempo era venuto a portare l’ordinazione, si fermo ad ammirare la scena e a rifarsi gli occhi…Non strinse le cosce lo lasciò guardare ….si baciavano; che vedesse tutto, lei era li del suo uomo lo amava si sentiva schiava di quel cazzo che aveva tra le gambe …ormai il vestito era aperto ….erano solo loro due per loro due non c’erano altri …così riprese la furia …guizzi di lingua ….Sporca ancora di sperma salì su di lui quasi avvinghiandosi si voleva impalare e lo fece …finalmente sentì il suo cazzo farsi strada nel suo ventre …….Lentamente …poi via via sempre più forte lo sentiva gonfiarsi pronto a esplodere in lei …l’urlo dell’orgasmo quella scossa che tutto travolge …il cuore che batte all’impazzata …piacere solo piacere …….Piacere solo per lei …schiacciò il suo viso con i suoi seni messi in risalto dal movimento che faceva si inarcava per poi nuovamente impalarsi con più forza …….Si chetò rossa in volto si girò verso gli avventori….Tutti gli sguardi erano ormai puntati su loro due … tutti si erano avvicinati per assistere la scena ….Sentiva ancora il bisogno di sfogarsi…ansante….accaldata…il piacere di lui le stava lentamente scendendo… lucide le cosce …
” Guardare e non toccare avete le vostre puttane”
Gli uomini si fermarono …la voglia era tanta lei ebbe un lampo negli occhi poi con un sorriso allargò le cosce e iniziò a toccarsi correvano le mani massacrando la vulva tutta arrossata….. i capezzoli come due nocciole, l’eccitazione la pervadeva si arcuò per offrirsi meglio allargò le labbra della vulva con le dita…..le fece scivolare cominciando un veloce va e vieni cadenzato con l’indice che lavorava il clitoride….Si piegò nuovamente godendo ….Si distese sul tavolo continuando a torturarsi il clitoride ….
” Le puttane sono vostre ve le offro io disse lui, lei deve solo eccitarvi sborrategli pure addosso……….”
E lei li stava portando al parossismo ormai i cazzi erano usciti se li stavano menando….. per lei?….per il sesso …per i suoi buchi…fu lavata dallo sperma, sul corpo sul volto dappertutto, ebbe un altro orgasmo, scivolò con le mani lungo il suo corpo coperto di sperma, lo raccolse e se lo portò alla bocca, dito dopo dito si succhio tutto………Le puttane erano pronte per farsi prendere felici per un lauto guadagno. Ma era lei che teneva la scena, non c’era nessun altro …lei le sue dita e il suo piacere …sentirsi cagna fino all’estremo…il branco attorno a lei per eccitarlo….la padrona del loro piacere . Nuda all’interno di un bar si stava esibendo senza vergogna …..” fai vedere loro il culo” si aprì a due mani allargandosi le grandi labbra mettendo bene in vista anche il buchetto scuro dell’ano…viscida, lucida di sperma, appiccicosa …. Era capace di farlo aprire e chiudere quasi come una bocca …….su sfogatevi …le puttane erano pronte ….fu un orgia….Si riprese ..seduta sul tavolo leggermente piegata. lui l’aiutò a rivestirsi, sporca, piena di sperma …… la prese per mano e ancora mal ferma sulle gambe si diressero verso la macchina. In cielo la luna piena stava tramontando……. Ancora un bacio…..puzzava di sperma, di piscio ma a lui non interessava era la sua cosa il suo oggetto di piacere, fu un bacio lungo da innamorati…..”Credo andremo a trovare Gianni, così vedrai il suo allevamento di cavalli ha degli splendidi stalloni…….” .Ebbe un brivido e si strinse a lui………….
Fine
Scritto prima del 2000