Viele versuchten umsonst das Freudigste
Fleischlust zu sagen….
Here spricht endlich es mir, here in der Trauer
sich aus…….
Guardò interdetta quelle frasi in una lingua a lei sconosciuta . Era rimasta di stucco, si capiva chiaramente che c’era stato un errore negli indirizzi, forse un calo di tensione, si vedeva che il mittente era estero . Quella lingua ….chiamò il marito:
“Carlo per cortesia vieni a vedere la posta ci sono delle parole che forse puoi tradurre”
Carlo era suo marito, si erano conosciuti durante il periodo dell’università in aula studio, lei era laureata in lingue inglese e francese, mentre il marito era un ingegnere e oltre all’inglese conosceva il tedesco. E quelle parole secondo lei erano scritte in tedesco . Ormai erano sposati da tre anni e la loro vita era indirizzata su questi binari . Si, le uniche piccole tensioni riguardavano il sesso, lui l’avrebbe voluta più gatta , sensuale, mentre lei oltre alle coccole che gli faceva in certi momenti avrebbe voluto decisioni della serie: “ ora scopi e basta” “allora, arrivi a tradurre? Sono insulti o cosa altro” “ Dunque vediamo” fu la risposta iniziò lentamente a tradurre “molti si sforzano in vano di esprimere gioiosamente la massima gioia, no non è gioia è lussuria: la massima lussuria. Alla fine essa mi parla qui nella pena si esprime completamente” “capperi” disse lui ” sembrano quasi frasi da masochisti attraverso la pena si esprime completamente la lussuria. Che complicati questi tedeschi non li capirò mai” . Si misero a ridere , si baciottarono, si strusciarono , erano giovani e belli, e la vita si prospettava tutta in discesa , fecero all’amore, lei era una splendida donna di circa trenta anni con una figura perfetta. Lui baciò quel corpo, lo fece fremere le sue mani accarezzarono le sue forme , il suo cazzo stava diventando duro, la mano di lei lo toccò, lo impugnò, incominciò a segarlo lentamente , si scambiarono parole dolci come il miele , le sue ninfe incominciarono a bagnarsi , quella deliziosa confusione che le partiva dal ventre , il piacere le stava per esplodere ….venne, venne anche lui , li nella loro camera con il letto nuovo , lo avevano inaugurato da poco, un letto acquistato sull’onda della passione, si erano innamorati di quel mobile, quel letto basso fatto per il sesso….Si svegliò durante la notte , lui dormiva al suo fianco; dopo essere andata in bagno passò nello studio e il computer era li con le notizie che aveva portato . Lo accese e corse nella casella della posta elettronica, cliccò ed ecco le parole apparvero. Rispose in italiano: “ N….10 giugno, gentile signore il suo messaggio è arrivato nella mia casella di posta elettronica , credo lei abbia sbagliato, la volevo avvertire…Distinti saluti Professoressa de …..M…..e fece partire il messaggio. Stette un attimo sopra pensiero poi chiuse tutto . L’indomani fu una giornata come tante, il borsone con i libri, , un magnifico completo estivo, giacca e pantaloni, scarpe a mezzo tacco , aveva i fianchi stretti e un sedere a mandolino. Era semplicemente perfetta , da guardare . Uscì anche il marito che sarebbe rientrato alla sera, raramente pranzavano assieme. Quando rientrò da scuola, accese il video e cliccò sulla posta, aveva una risposta da quell’indirizzo: “ La ringrazio per quanto mi ha scritto, la missiva era indirizzata a una mia schiava. Sembra lei sia donna , domani quando esce metta una gonna corta e non metta l’intimo. Parole taglienti dette come un ordine . Erano li, prendere o lasciare , ebbe un brivido, si accorse che si stava bagnando , non capiva che cosa le stesse succedendo , stupide parole ma che effetto….la sua risposta fu laconica “ Si va bene” dette l’invio poi cancellò tutto. Era eccitata , passò il resto della notte insonne , vicino il corpo di lui, caldo, tranquillo, dall’altra parte un ordine secco e deciso …e lei aveva accettato…..Poteva chiudere tutto ma…..L’indomani fece colazione assieme al marito, lo guardò negli occhi. Fu di nuovo in camera, doveva uscire, si guardò allo specchio, era bella, gambe lunghe la gonna leggermente aderente le sfiorava le ginocchia , la giacca cadeva perfetta, sotto un maglioncino do cotone attillato che metteva in risalto i suoi seni. Si guardò ancora dietro; aveva un bello spacco che le arrivava a mezza coscia di una sensualità unica….Ormai era giugno e non portava le calze , gli ultimi giorni di scuola , poi ci sarebbero stati gli esami e finalmente le vacanze…..Si guardò ancora, poi tirò su la gonna, vide i suoi slip bianchi di cotone li tolse con un gesto rapido, respirò a fondo e abbassò la gonna…si sentì nuda, ebbe paura che il ciuffi di peli del suo pube si potesse vedere , passò in cucina, dette un bacio al marito e uscì. Fu in strada, sentiva un arietta leggera in basso. Si guardò attorno, il cuore le batteva all’impazzata, per chiunque incrociasse aveva paura che le dicesse lei non porta le mutandine . Le ore di lezione che ebbe furono una sofferenza, non si sedette mai per paura di mostrarsi, fu sempre in piedi, provava un eccitazione perversa, si sentiva fradicia ….Corse in bagno alla ricreazione: si guardò aveva i peli bagnati, il suo piacere le stava colando, cercò di asciugarsi con un fazzolettino di carta , si toccò,….ebbe un orgasmo fulminante, li nel bagno della scuola le uscì un lungo gemito dalle labbra : era goduria pura. Non capiva, la sensazione, il piacere, un piacere perverso nuovo che cosa stava diventando?. Finalmente ritornò a casa e si precipitò al computer e lo accese….c’era un altro messaggio, descriva quello che ha provato, le sue parole i miei occhi e un nuovo indirizzo, un indirizzo di una ciat line, quelle con la WebCam. Si sono uscita, ho salutato mio marito, mi sono sentita porca, tra la gente in quegli stati avevo paura e ero terribilmente eccitata ero bagnata fradicia e nel bagno della scuola mi sono toccata senza volere e ho avuto un orgasmo, li sulla tazza del cesso…….inviò il tutto. L’appuntamento con la WebCam era per il tardo pomeriggio, il marito sarebbe rientrato tardi aveva una cena di lavoro. Lei avrebbe visto quello sconosciuto e lui avrebbe visto lei, non sapeva decidersi. Chi poteva essere davanti a quel video? Il clic dell’accensione, sapeva di essere inquadrata vide lui ovvero la telecamera fece una carrellata dell’interno di uno studio dai mobili scuri, dalle imponenti librerie, un magnifico tappeto persiano , poltrone in pelle, una luce soffusa filtrava dalle finestre . Vide per un attimo un’ombra uscire poi si inquadrò il video dove lei si vide riflessa e vide le sue mani sulla tastiera, mani lunghe e sottili, all’anulare portava un anello gentilizio, distinse un aquila, poi un’altra cosa, forse una stella con la coda . Buona sera devo farle i miei complimenti lei è una donna molto bella , deve cercare di valorizzarsi ancora di più. “Non mi serve” fu la sua risposta sono sposata e mio marito mi ama.”Allora perché e uscita senza intimo? Ora si mostri e non mi faccia aspettare” Era tesa, a quelle parole senti i brividi , ma cosa le chiedeva, come si permetteva? . La sua mano corse sulla zip della tuta era quasi ipnotizzata agiva come uno zomby l’abbassò per mostrare la sua quarta di tette racchiusa in un magnifico reggiseno bianco trapuntato di pizzi . “Splendida, semplicemente splendida ancora i miei complimenti ora si tocchi e niente storie” Era un automa, fissava quelle dita che correvano sulla tastiera quasi corressero sul suo corpo, davano ordini, la facevano fremere, si stava di nuovo bagnando. Le sue mani accarezzarono il proprio corpo toccarono i seni racchiusi nel pizzo e poi scesero in basso, si infilarono nei pantaloni della tuta, sempre più in basso, si toccò leggermente. Non lo aveva mai fatto neanche con suo marito e ora lo stava facendo di fronte ad un estraneo. Dalla sua bocca le uscì un “no non posso” e nello stesso tempo le partì la goduria. La sua negazione divenne un rantolo e quel rantolo un grido di liberazione . Cadeva un tabu. Era rossa in viso gli occhi erano lucidi ed eccitati. Il suo ventre ora voleva un cazzo, aveva contrazioni fortissime. Ondate di piacere si susseguivano, lui lo capì: “scriva, voglio un cazzo che mi sventri “ come presa dalla frenesia ridigitò quelle parole, non era più lei, la professoressa perfetta del liceo…..aveva voglia, tra un po’ suo marito sarebbe rientrato e lo avrebbe violentato, si voleva un cazzo e se suo marito diceva di no sarebbe uscita a farsi sbattere, non ce la faceva. Implacabili leggeva quelle lettere ; “ continui a toccarsi, per domani uscirà senza slip e reggiseno, metterà un paio di tacchi alti e tutto dovranno vedere come le ballano le tette, a scuola le concedo un maglione aderente che toglierà nel pomeriggio quando andrà a fare una passeggiata per guardare le vetrine se vuole porti pure una sua amica,. In un negozio di abbigliamento comprerà una gonna molto corta , entrerà nello spogliatoio con la persona che l’accompagna che la deve vedere senza slip, dirà che così si sente troia, si ricordi la voglio depilata come una pesca, via quegli antiestetici peli scuri del suo pube deve essere nuda e liscia poi il video si spense. Suo marito arrivò tardi, lei era disfatta, eccitata dopo che lo schermo si era chiuso aveva continuato a masturbarsi come una forsennata, orgasmi ….le sue dita avevano artigliato il pube e lo avevano allargato all’inverosimile, quattro dita infilate ma le nocche non ne volevano sapere di entrare, corse in cucina a cercare qualche cosa di oblungo, una bottiglia sottile. Eccola, se la ficco con rabbia , si stantufò, cadde sul pavimento gemendo, era esausta. Si riebbe lentamente, era nuda il piacere le aveva dato alla testa si continuava a strofinare le punte dei capezzoli con le unghie, Quei brividi misto a un pizzicorio di dolore tanto erano ormai grossi e irritati, si guardò allo specchio della camera vedeva una donna eccitata che aveva voglia, una donna che era stata trascurata che non conosceva ancora quel mare in tempesta di sentimenti contrastanti che arrivava da quelle parole scritte sul computer, c’era qualche cosa di nuovo, e non capiva . Mentre era assurta in questi pensieri sentì la chiave nella serratura della porta, era suo marito che stava rientrando . Nuda, si mise una vestaglia leggera e si precipitò nel piccolo corridoio che dava sull’entrata. Lui era stanco, tirato, rimase per un momento interdetto vedendola con quella vestaglia semi trasparente, i capezzoli eccitati spiccavano e spiccava il ciuffo di peli scuri del suo pube all’incrocio delle gambe; non c’erano bottoni era solo chiusa dalla cinghia della stessa stoffa, i lembi così accostati mettevano in mostra le sue gambe al movimento del passo, rese ancor più lunghe dalle ciabattine col tacco che portava; la scollatura era profonda e si fermava alla cintola, le sue tette superbe si muovevano al movimento della camminata : praticamente una dea. Si avventò come una tigre piantandogli una linguata a piena bocca, le sue mani corsero alla cinghia dei pantaloni dicendogli tra un succhiotto e l’altro “ dammi il cazzo”. Lui rimase tramortito, aprì le braccia, in una mano reggeva la tracolla del portatile e nell’altra una busta di documenti. Lei letteralmente lo spogliò li, in piedi , si accucciò tra le sue gambe tirandogli fuori il cazzo e se lo mise in bocca. L’ingurgitò, lo succhiò, lo leccò,era scatenata, con l’altra sua mano aveva aperto la vestaglia e si masturbava furiosamente le ninfe, Si estrasse il cazzo dalla bocca, era diventato un asta violacea lo iniziò a menare dicendogli ”godi porco, godi qua c’è la tua cagna sborra !” Lui non ci vide più, con la giacca e la camicia sbottonata i pantaloni e il resto calati le saltò addosso. La prese sul pavimento del corridoio: un orgasmo simultaneo per tutti e due, due magnifici animali giovani, muscoli guizzanti, i suoi movimenti del bacino le diedero affondi formidabili, lei era un lago, gli sembrava di entrare in un mare caldo di lussuria, . Voglia, voglia, piacere, continuarono a baciarsi, i suoi vestiti finirono sparsi nella loro corsa verso la camera dove entrarono buttandosi sul letto sfatto , in quella stanza aleggiava il suo profumo misto a sudore , piacere e lussuria la facevano da padroni, erano partiti nel loro mondo come se i loro corpi fossero sospesi in un’altra dimensione; al minimo tocco le sensazioni si moltiplicavano per concentrarsi nel loro ventre. Finalmente si chetarono, lei vicino a lui , nudi, il caldo di giugno entrava dalle finestre dischiuse e una leggera brezza notturna che veniva dal mare gonfiava le tende. “Cosa è successo?” le chiese “ A che devo questo slancio?” “Avevo voglia, mi sono provata i costumi per il mare e mi è venuta voglia” “ben venga questa” gli rispose. “Credo mi depilerò completamente non voglio che si vedano i miei peli quando metto il costume, neanche il loro segno” “Fallo pure credo che in spiaggia il tuo corpo sarà guardato, sei proprio una bella donna e che ci tiene ad esserlo.”Domani dopo scuola andrò a comprare un bel bikini “ “Ok”le rispose e si addormentò di schianto. Lei rimase così nuda vicino a lui, voleva ancora sesso, la sua mano corse sul ventre e si toccò , le bastò poco, mugolò sotto voce e la stanchezza e la tensione della giornata ebbero il sopravvento, si addormentò anche lei portandosi appresso le sensazioni dell’orgasmo e quella scritta sul computer, domani uscirà nuda, solo con il vestito. E venne l’indomani, si alzò dal letto si diresse in cucina scavalcando i vestiti di lui sparsi un po’ dovunque, era li seduta si sentiva appiccicosa, il suo seme era dentro di lei, i suoi peli ne erano impiastricciati, stava colando, , un caffè, un buon caffè , lo bevve avidamente , poi una doccia ristoratrice , l’acqua tiepida le accarezzava il corpo, ebbe un brivido, era piacere, se ne accorse . Pensò al cazzo di lui, come poteva essere il cazzo di quell’uomo di cui vedeva solo le mani lunghe e affusolate mentre davano ordini digitando le lettere sulla tastiera, in quello studio dai mobili antichi color tabacco messi in risalto dalla luce soffusa che entrava dalle finestre? Stava diventando ninfomane? Fu nel loro piccolo spogliatoio , il cassetto semi aperto mostrava i suoi capi di intimo, li prese in mano per un momento ma poi……poi no. Prese una maglietta aderente bianca e se la mise sul corpo nudo, il suo seno fu compresso, vide i suoi capezzoli ergersi, l’eccitazione si rifaceva sentire, poi gonna e giacca, si, poteva uscire così per ultimo un paio di saldali dal tacco bello alto. Nell’insieme la professoressa de…M… era proprio una bella donna, si piaceva. Si pensò per un attimo fino a tre giorni prima non le sarebbe minimamente passata per la testa una costa simile. Ed ora girava per la sua città senza intimo terrorizzata dalla gente se si fosse accorta e nello stesso tempo ultra eccitata. A scuola nessuno si accorse di niente, solo una sua collega con aria interrogativa a ricreazione gli chiese se portava il reggipetto . “Si ne ho uno leggero che non tiene niente” fu la sua risposta . La risposta poteva andare e continuarono a parlare…lei sentiva brividi che partivano dalle sue ninfe . Questa volta andò in bagno di sua volontà e li sul vater si toccò brutalmente ; voleva il piacere. Venne e venne la sua faccia si arrossò e sentì come una vertigine . Si riprese lentamente e con passo rigido si recò in classe, fece una lezione del piffero, se ne accorse, aveva la testa via pensava alla passeggiata del pomeriggio, vedeva le facce dei suoi alunni che la guardavano interdetti, maschi e femmine, pensò ai maschietti con il cazzo fuori, si scosse e in quel momento suonò la campana per il cambio dell’ora . Poteva uscire, si diresse fuori con la gonna che le cadeva alla perfezione sui fianchi, era bella , la gente la guardava per la strada. In bus un uomo le osservò insistentemente i fianchi, cercava di capire se avesse gli slip. Lei fece l’indifferente, si eccitava , si sentiva bagnata, si stava esibendo, la sua metamorfosi iniziava …..Quando fu a casa si tolse la maglietta, girò per casa a torso nudo, aveva i capezzoli eccitati e al movimento i suoi seni ballavano; si piaceva. Ma chi era quell’uomo, quelle frasi in tedesco quella stanza dai colori scuri. Pensò ad un vecchio film visto in un cineforum con suo marito, “Il portiere di notte” lei nuda in mezzo a uomini che portavano le divise nere ornate con le rune di color argento, trattata da oggetto, ebbe paura…..Uscì da sola, giacca e gonna. Praticamente non portava altro, i suoi seni ballavano sotto la giacca, ed erano messi in risalto dalla scollatura abissale che ne usciva, i bottoni della giacca si chiudevano molto in basso, più di un uomo la guardò, per andare in centro aveva preso la macchina e a un incrocio un lavavetri la guardò a bocca aperta la sua gonna era risalita vertiginosamente e si potevano intravvedere i suoi peli scuri del pube, poi quella scollatura che le metteva in risalto la sua quarta……. . Si eccitò, si vergognò, si senti puttana, troia esibizionista ed ebbe paura……Posteggiò l’auto e scendendo mostrò le gambe , un signore anziano le fece i complimenti, aveva capito che non portava l’intimo e lei ebbe un lieve rossore ….In negozio comprò un costume, un minuscolo modello brasiliano , nel camerino fu nuda, dalla gente la separava solo una tenda si eccitò ancora . Una volta indossato chiamò la commessa per avere un parere:”Come mi sta?””Signora, le sta d’incanto, è perfetto per lei ma forse si deve depilare””Si, è sottinteso, devo andare dall’estetista”Non si recò dall’estetista, ormai era tardi aveva quel maledetto appuntamento, ne era attirata e nello stesso tempo le faceva schifo, ricevere quegli ordini la eccitava, non lo sapeva neanche lei, ma la tentazione era grande. Fu davanti al video, lo accese il computer dall’altra parte era aperto, ma lui non doveva esserci aspettò qualche minuto. Se ne dispiacque, poi tutto ad un tratto: “si, la sto guardando, vedo che ha un magnifico vestito, allora è uscita?” “Sono appena rientrata” “Allora se lo tolga vediamo se ha obbedito” Si tolse la giacca, i suoi seni compressi uscirono in tutta la loro bellezza. “Niente male devo ancora complimentarmi, si vede che al suo fisico ci tiene, ora la gonna “ Tolse anche quella, fu nuda davanti a quello schermo. L’occhio della telecamera la guardava in maniera implacabile……”Si allontani, così che la possa vedere nella sua figura intera” si allontanò, dall’altra parte fu silenzio “Si giri” si girò, le sembrava di essere una bestia in vendita, chi era dall’altra parte? Un maniaco, un guardone? Sempre quelle mani inquadrate sulla tastiera, non era un fotomontaggio si vedevano che le lettere digitate apparivano sullo schermo, ma che tipo era? “Si pieghi e si allarghi il culo” “NO” fu il suo grido “non lo faccio neanche davanti a mio marito . Fu glaciale “ Di quello che fa con suo marito non mi interessa ora lo fa davanti a me, si sbrighi”. Era sotto schok le ninfe si stavano bagnando, la confusione saliva, la bocca se la sentiva impastata e le mani sudaticce. Poi si decise, si allontanò, completamente nuda, solo con i sandali, si girò e si piegò a 90 gradi, poi le mani lentamente sfiorarono le natiche e le divaricarono, prima leggermente poi con forza, si aprì tutta sapeva che mostrava così la rosetta scura e da dietro anche la figa, era bagnata forse lui se ne sarebbe accorto, In quel’attimo le salì il piacere a mille, barcollò, si rimise diritta e si sedette davanti a quella tastiera. “Vedo che è rossa in viso, credo che abbia goduto” No, non è vero” rispose; poi però le uscì un si, si liberò come un fiume in piena, “Sì, ho goduto, ho goduto per la situazione, per quello che mi fa fare, perché sono andata in giro senza intimo, perché mi sono sentita porca e puttana……” Tremava, aveva vampate che le partivano dal basso ventre. “Vedo però che non ha obbedito, doveva depilarsi” Non ce l’ho fatta ad andare dall’estetista dovevo comperare il costume da bagno” “E non ha preso la mini a quanto vedo” Lei ebbe un attimo di esitazione “ La mini non l’ho acquistata, ma la comprerò” “Meriterebbe una sculacciata ma non sono li presente, prenda una candela e subito” Rimase di stucco, si alzò come un automa, andò in cucina, prese una candela e fu di nuovo davanti al video. “L’accenda” rimase con la candela in mano. “La porti a venti centimetri dal seno e si versi la cera addosso” No non lo faccio lei è un sadico così mi ustionerò” “ Non succederà niente la cera fusa le pizzicherà un po’, le mie schiave NON hanno cicatrici NON le ammetto, portano solo un piccolo tatuaggio alla base della schiena, le lettere erano maiuscole, lei era agghiacciata, fissando lo schermo lo fece, sentì la scottatura poi vide la cera scendere sul seno , le veniva da piangere, pizzicava, Le mani continuarono a correre sulla tastiera e venne un altro ordine
CONTINUA