Era letteralmente in trance, si contorceva su quel pavimento fatto di listelli di legno, tirati a lucido in quella dependance. Il lettino ginecologico a pochi metri da lei, guardava la vetrata e quell’essere che nel frattempo aveva riaperto gli occhi ora mugolava. La guardava, quella bocca semiaperta con la bava che gli scendeva e lei li sul pavimento ai piedi della sua cliente che si sgrillettava. Le aveva succhiato la sborra della cosa dal culo, da cui era uscita copiosamente dopo che l’altra donna si era data piacere su quel cazzo che lei aveva rivitalizzato. Ora era li nuda sul pavimento, la donna la osservava e la osservava anche l’altra persona sul lettino, l’infermiera che si era eclissata era riapparsa e se ne stava in un angolo. La sua padrona fu per un momento pensierosa e poi,
“Ne vuole ancora, strofina le tue tette su quella faccia fa in modo che ti succhi e ti slingui i capezzoli” .
Lei capi perfettamente, lentamente si riebbe e si alzò in piedi, si avvicinò nuovamente a quel corpo grasso, la sua mano corse sul suo petto e si strofinò sopra: aveva una pelle liscia, era completamente glabro, muggì di piacere e lei continuò, si stava annullando di nuovo, prese le sue tette tra le mani e le strofinò lentamente su quel viso; l’essere si mosse, capiva, tirò fuori la lingua e cercò per quanto potesse di leccare. Si strofinò a lungo, dal viso passò sul corpo e ci salì’ sopra come aveva fatto l’altra donna per impalarsi. Prima la figa e poi il culo, questa volta in equilibrio fu nelle classica posizione del sessantanove e sfregò figa e culo sul suo viso, lui quasi saltava e articolava frasi sconnesse sentiva quella lingua che saettava senza posa sul suo buco scuro e figa….
“Apriti il culo, ben bene così ti lubrifica, ne avrai bisogno per dopo”
Parole di ghiaccio dette senza nessuna flessione , e lei si aprì, si sfregò a lungo fece in modo che la lingua la forzasse nel buco scuro che ormai si apriva al minimo movimento da tanti cazzi aveva preso. Si abbassò su quel cazzetto e lo prese in bocca, lo insalivò a lungo lo succhiò ma non le diede la vita, l’altra donna la tirò per il collare e la fece scendere, dobbiamo andare gli altri invitati ci aspettano. A lei sembrava di essere in un film dell’orrore, un corpo obeso e flaccido su cui si era strofinata, quella testa completamente liscia con due occhi che scomparivano nel grasso e quella bocca bavosa che aveva assaggiato il suo corpo e le sue tette. Fu tirata, fuori pioveva e pioveva bene , la classica pioggia estiva, erano in alto e l’aria si era rinfrescata, quando furono sul ballatoio della dependance la donna le diede in mano in plug che non era piccolo anzi . Lei rimase per un momento immobile ma l’altra senza requie
“ Mettitelo, sei un regalo per gli invitati e ti devi presentare con il culo pieno voglio vedere i soldi che vali e fino ad ora non ho niente da eccepire”
“Ma qui non posso, come faccio…..”
“Non fare storie cagna che non sei altro , piegati e mettitelo e poi mi voglio godere la scena , su lubrificatelo in figa tanto so che sei bagnata, basta guardarti il ben di dio che ti è colato tra le cosce”
Era vero, era eccitata, si era data il piacere con la mano, aveva goduto nel bere la sborra dal culo della sua cliente e aveva anche goduto mentre si strofinava il culo sul volto della cosa ; soppesò il plug, era lungo e grosso, , lo lubrificò con la bocca, se lo strofinò sulla figa, la donna nel frattempo la osservava e poi lentamente si piegò. Lo fece scorrere tra le sue natiche fino al punto dove aveva la rosetta scura. Si fermò. Si piegò ancora e, sentì le sue tette penzolavano come fossero le mammelle di una vacca…..era un animale e basta…….. Chiuse gli occhi e spinse, spinse lentamente , la cosa che aveva in mano iniziò a farsi strada, entrò nel suo intestino, sentì la rosetta che si dilatava e allora spinse, spinse la plastica dentro di lei, si fece strada , si sentì piena, si stava riempiendo, chiuse gli occhi ancora un momento e la parte più larga del plug sarebbe passata, un grido e le fu dentro , continuò ancora ormai era incastrato dentro di lei . Rimase immobile per abituarsi, ebbe paura di fare qualche movimento brusco e poi lei si mise diritta. Si sentiva piena, quasi fosse impalata, fece un passo, non allungò la gamba, tra le scarpe da spettacolo che portava tra il culo pieno si sentiva in difficoltà ma la donna la tirò perentoriamente con uno strattone volitivo….Così si avviarono , lei a guinzaglio, completamente nuda sotto la pioggia mentre l’altra si riparava con l’ombrello , la strada era leggermente in salita, il viottolo era lastricato in porfido che finiva sullo spiazzo che che dava sulla scalinata della villa …Era illuminata si sentivano delle voci, non aveva idea di chi avesse trovato, ma sapeva che lei era un regalo per gli amici e in cuor suo sapeva che tipo di regalo…..il buco da usare a loro piacimento e da portare all’esasperazione del piacere….lei non aveva voce in capitolo, venduta, pagata, il guinzaglio era passato di mano in mano, quasi a significare un diritto di proprietà: la pioggia continuava e lei la stava prendendo tutta, gocce sul suo viso correvano , altre rimbalzavano sul suo corpo sui suoi seni…Furono così all’inizio della scala per entrare nella villa, la facevano entrare dalla porta principale, salì, scalino dopo scalino, il cuore le batteva chi avrebbe trovato in quel salone, la villa era tra i monti e isolata, fuori non aveva visto auto ma sapeva che c’era gente lo aveva detto quello donna enigmatica che l’aveva comperata per una notte intera. Entrarono in casa e furono nel salone della villa, coppie di invitati, donne in abito da sera e uomini vestiti con perfetti vestiti scuri, c’erano anche alcuni single e un maschio completamente nudo al guinzaglio di una donna ……ma si accorse subito che il clou della serata era per lei, il salone era stato attrezzato, al centro un tatami basso , largo quasi un palco e di fronte a tutta quella gente, si sentì morire per l’effetto e il contrasto che c’era, tutti completamente vestiti e lei in quegli stati, capelli bagnati, gocce di pioggia e lucido piacere che colava tra le sue gambe…….” Ecco la puttana di cui vi ho parlato, la da per vizio e ne gode”. Gli sguardi furono su di lei, vestita di solo collare e scarpe, era portata a guinzaglio…la donna aveva un sorriso sardonico e uno dei maschi presenti dai capelli candidi e brizzolati chiese in maniera tagliente….
”Ha già dato piacere alla cosa che è nella tua dependance?” “Si “ Fu la risposta, “ Tuo figlio ha avuto piacere e credo ne sia stato soddisfatto”
Il tuo era marcato e lei non seppe mai se quella donna era la madre reale o una schiava amante di quella persona……., rimase di ghiaccio a quelle parole……ma poi la donna continuò “ “Ed ora diamo inizio allo spettacolo …buchi da sfondare” A quelle parole la spinse avanti verso il tatami. Per un momento si guardò attorno con aria smarrita poi le luci si spensero e rimase solo una luce fortissima su quel tappeto di plastica dove lei s’avanzò, e come dal nulla apparvero cinque stalloni, si, li poteva chiamare stalloni…. Erano giovani tre di colore e due bianchi, muscoli guizzanti, li avevano cosparsi con olio e nello stesso avevano tempo avevano già cazzi in tiro, dovevano aver preso qualche cosa. Aveva avuto due uomini, il massimo tre assieme ma cinque…poi si ricordò nel bordello di Francoforte, ma li era stata legata, e era solo un buco, ora con i cinque si doveva dare da fare e li doveva far godere……La spinta la fece cadere in ginocchio, le sue tette ballonzolarono, e i maschi la circondarono: cazzi guizzanti attorno alla sua faccia la sfiorarono, alcuni addirittura le toccarono le guance, li aveva a pochi centimetri dalla sua bocca, uno le forzò le labbra…sentì l’odore del maschio il sapore della voglia e fu un attimo. Non fu più lei mugolò, lo prese in mano e lo pompò in maniera disperata, le sue mani corsero su quei muscoli guizzanti su quegli addominali scolpiti quasi per saggiarne la spinta che avrebbero dato, ora era un altra, li voleva, dopo aver succhiato disperatamente il primo si buttò sul secondo, accarezzò le palle, altri la forzarono. Ebbe due cazzi in bocca mentre gli altri si segavano, sapeva che tra un momento sarebbe stata coperta da un mare di sborra, un mare sul suo viso, sul suo bel viso, il primo getto la colpì in pieno, sugli occhi, ne rimase accecata, cercò di mugolare qualche cosa, aveva un cazzo in bocca, ma come se lo staccò per parlare. Un altro si fece strada tra le sue labbra, gli entrò dentro fino alle palle quasi a soffocarla, un eccesso di tosse da quel volto coperto di sperma e perse l’equilibrio cadendo sulla schiena, le sue ginocchia erano piegate e rimase aperta, fu un momento e un negro dai muscoli guizzanti le fu dentro in un colpo solo con un unico affondo. Era fradicia ma quel cazzo era bello grosso e lo sentì fino al collo dell’utero, Lo sentiva grosso dentro di lei, e in un attimo iniziò a vibrare, venne copiosamente inondandola tutta. Fu il primo, poi un altro e un altro ancora, si sentiva inzaccherata ma le piaceva, si stava annullando, un uomo si sedette sul suo viso, il corpo sudato e le diede il buco del culo da leccare e mentre leccava quel buco di culo le sue mani furono sul cazzo e iniziò ad accarezzarlo ma mentre succedeva tutto questo ne ebbe un altro dentro, l’orgasmo che aveva avuto all’inizio si sommava a tutte le sensazioni che in quel momento stava provando. Ormai non capiva più niente, solo cazzi per la sua figa e per la sua bocca, accecata dal piacere dei maschi che le colava sulla faccia….l’uomo a cui leccava il culo, si alzo in piedi ridendo, e la guardò quasi con disprezzo e lei per tutta risposta estrasse la lingua ancor di più quasi a dire ancora, allora l’altro che la chiavava, la capovolse portandosela sopra , tenendogli sempre il cazzo dentro. Ora lei sapeva, mostrava anche il culo e di li a un momento ……si sentì aprire brutalmente una mano prese il plug anale e lo estrasse in un colpo solo quasi a provocarle un prolasso.Le sue mucose si tesero all’inverosimile, si sentì come stappata, poi lo sputare sul culo, un dito prese la saliva che l’aveva centrata e corse nel suo buco scuro per lubrificarla…..ci fu un perentorio
“ Apriti, apriti cagna”. Lei stando distesa su quel corpo , sentendo l’odore del sudore del maschio mentre l’eccitazione le aumentava portò le mani verso le sue natiche e se le divise, cercò di allargarle il più possibile, sapeva che….sentì un cazzo puntarle sulla rosetta scura…e lo sentì farsi strada, prima lentamente, le sue mucose furono tese, il cazzo si faceva strada , poi giù di brutto, dentro fino alle palle quasi con cattiveria, lei si sentì impalata mentre i due cazzi dentro di lei erano divisi solo dalla sottilissima membrana dell’intestino….i due iniziarono ad andare e venire dentro di lei, l’orgasmo la travolse, era letteralmente in un mare di sborra, viso figa corpo dove era stata schizzata ed ora sentiva che anche quello nel suo culo sarebbe venuto assieme all’altro che aveva piantato nel ventre, aprì la bocca in un urlo muto di piacere, boccheggiava quasi come un pesce nel tentativo di cercare aria per dare ossigeno al cuore che le batteva all’impazzata ma come aperse la bocca ne ebbe dentro un altro che quasi la soffocò cercò di divincolarsi ma due mani le presero la testa e iniziarono ad adoperarla quasi come un vibratore per il cazzo, era solo un buco e lei godeva e godeva gli orgasmi galoppavano nel suo corpo, era come in un’altra dimensione, le mani erano libere, le mosse senza volere e senti i cazzi degli altri due tra le sue dita …eccola. Presa in tutti i buchi e nello stesso tempo segava altri due maschi e li segava con perizia, vennero tutti e tre all’unisono senti il piacere del maschio esploderle nel culo e simultaneamente in figa e in bocca , trangugiò sperma, le colò sulle tette, uscì dal suo culo infiammato misto a un colore marrone sporcando le palle di quello che le stava infisso in figa e dalla figa un lattice bianco tracimava sul tatami. Era come indemoniata, gli altri due cazzi che aveva fatto diventare due con una contorsione unica sostituirono i cazzi che aveva dietro , mentre lei in maniera disperata continuava a succhiare quello che aveva in bocca e che si stava rammollendo. Piacere solo piacere a ondate che si susseguivano nel suo corpo, se da una parte non ne poteva più dall’altra ne agognava ancora e si dava da fare….I presenti la guardavano affascinata e alcuni maschi si erano tirati fuori il cazzo guardando i numeri che si facevano su quel tappeto, la sua accompagnatrice, si calò senza problemi sul cazzo del marito che era semidisteso sul divano mentre guardava lei, altre coppie si toccavano e le donne gridavano , incitavano i maschi presenti che la lavoravano a darci dentro, a sfondarla in tutto e per tutto, la volevano sentire dire basta….La sua lingua corse ancora sul cazzo che stava uscendo dalla sua bocca mentre il seme le tracimava dalle labbra, quasi a tentavo di rincorrerlo; era una maschera di depravazione, e lei lo sapeva si eccitava per questo, anche nella sua bocca arrivò un altro uccello, quello che le era stato nel culo, lo capì subito dal sapore strano che aveva ma non le interessava, lo voleva pulito , voleva che venisse nella sua bocca, era tanto infoiata che ormai accettava tutto, sperma piscio e altro, si sentiva sporca e ne godeva, tremava gridava quasi presa da un attacco isterico ; i maschi si fermarono per un momento, ne era riuscita a sfiancare sei, e lei era li ansimante sul pavimento, con fatica si mise a quattro zampe nella posizione classica della cagna, i suoi buchi erano aperti e chiazzati di tutto, il viso era una maschera di piacere, lussuria e sofferenza, ma la lussuria era la cosa che lei amava di più e ne voleva ancora e abbozzando la testa mentre i suoi capelli scompigliati finivano in avanti da quella bocca uscì un rantolo sommesso che poi divenne un grido…ancora ….ancora datemi ancora cazzi sono la vostra cagna…….
CONTINUA