La coperta era finita nel furgone , ora era alla catena in quell’erba seccata dal sole tra i rifiuti . Il culo le bruciava, se lo sentiva aperto. Il piacere misto ad altro le stava bagnando l’interno delle cosce . Ansimava, si sentiva una cagna ma quella sensazione di sporco le stava ormai dando alla testa . A quattro zampe in quella sterpaglia tra profilattici usati e altri rifiuti innominabili , si crogiolava così per quanto fosse caduta in basso. Ma tutto questo le piaceva, sentiva quella catena stringerle il collo , l’avevano spostata , non era più alla caviglia perché poteva intralciare le bestie . Le ginocchi in quella posizione le facevano male e allora si sedette in quello sporco . Sentì le sterpaglie pungerle il culo ma non se ne ebbe. Guardò quelle persone una ad una. E la voce di quella donna la padrona degli animali.
“ Sei una cagna, preparati per i miei due maschi, masturbati devi sapere di femmina in calore così si ecciteranno di più . Hai il culo rotto, il loro cazzo ti dovrebbe entrare anche li senza fatica “
Lei lo fece, era letteralmente ridotta ad essere una schiava e poi sapeva che quella donna l’aveva riconosciuta e la poteva ricattare ma questa era un’altra cosa ora lei voleva il piacere e basta voleva annullarsi. La sua mano corse alla sua figa poggiata direttamente su quella terra nuda e arsa e aveva già lasciato un alone umido per quello che colava da lei. Iniziò a toccarsi ormai c’era solo il piacere per lei, piacere da qualunque parte arrivasse, se lo desse lei o da altri cazzi sia di uomini che di animali non le interessava minimamente . La prof de…..M…sempre schizzinosa e inappuntabile pronta a diventare rossa per una battuta volgare ora era li a pochi mesi di distanza completamente cambiata. Urlò di rabbia perché si disprezzava e anche per il piacere che provava toccandosi . I suoi occhi appannati da tutto quello che provava videro quella donna avanzare verso di lei con i due animali a guinzaglio. Lei chiuse gli occhi e si preparò, non più cazzi umani ma cazzi di cani per i suoi buchi perché lei ormai era considerata alla stregua di una cagna . I due cani le furono attorno, guaivano sommessamente e scodinzolavano il loro moncone di coda , si vedeva, si intuiva che erano eccitati , sentivano la femmina in calore. Iniziarono ad annusarla , sentì quei nasi umidi sfiorarle la pelle e il loro alito , incominciarono a leccarla quasi iniziassero a pulirla . Poi il naso dell’animale fu sul suo ventre le sfiorò il bottoncino e mugolò anche lei. Si contorse, il piacere venne, si buttò all’indietro distendendosi su quella porcheria di prato e allargò le gambe . Ora aveva la figa gocciolante a portata di quella lingua che entrò direttamente in lei . Il piacere ormai si era impossessato di lei brividi e brividi piacere che entrava in lei e galoppava nel suo corpo, si stava annullando la sua mante le sue sensazioni erano concentrate esclusivamente su quella lingua che la sconquassava, poteva essere una lingua di chiunque non le interessava altro, animale o umano solo il piacere di quelle sensazioni che tanto amava Chiuse gli occhi e allargò ancora di più le gambe per quanto potesse , la bestia mugolava, le era uscito dalla sacca di peli un cazzo rosso fuoco , appuntito, l’animale non sapeva come fare ormai era lanciato. L’eccitazione c’era anche per lui ma La bestia non sapeva come fare, girò attorno a lei e ….Giunse l’ordine successivo:
”Girati, mettiti sulle ginocchia , poggia la testa sul terreno e alza il culo”
Lei sentì quella voce come se venisse da lontano, ovattata e come un automa eseguì, si sentiva schiava doveva eseguire gli ordini e quelli erano ordini il suo corpo e i suoi buchi erano stati acquistati. Si girò lentamente e si mise in posizione…la donna si avvicinò a lei, tutti la guardavano , le guardavano, lentamente prese il cane per il collare, la bestia si lasciò tirare come se sapesse, si posizionò dietro a lei e poi fu tirata in avanti, il cazzo usciva in tutta la sua lunghezza, le strofinò le ninfe, lei lo sentì chiaramente , ormai aveva le zampe sulla sua schiena, sentiva quei polpastrelli robusti le unghie che la graffiavano e poi entrò in lei, lo sentì chiaramente, poi come infoiata iniziò a stantuffarla in maniera veloce , sentiva quel corpo poggiarsi sul culo, era pesante almeno 40 chilogrammi che le pesavano addosso quasi a corpo morto, ormai era dentro di lei, una tre volte poi il cazzo si gonfio, aderì alle pareti del suo utero e venne….una sensazione stranissima di pienezza, ma la bestia non spingeva a fondo. Quel cazzo si era gonfiato ora aveva all’interno di lei come un tappo…sentì lo sperma del cane allagarla , gli altri avevano usato tutti il profilattico che si era spremuto in bocca o che aveva masticato per sentire tutti i sapori. Ora invece era un animale e la bestia un altro animale la stava chiavando. Il mito di Leda, il toro di Minosse, le stesse sensazioni che aveva avuto quando si era accoppiata con il cavallo in quel box all’estremo nord dove il sole non riscalda . Il piacere di quella perversione la raggiunse e godette anche lei, grido forte, quasi guaì come una cagna…..ma lei in quel momento era realmente una cagna , era un animale da monta.. Con quel grido iniziò a piangere, non capiva se quel pianto era come di liberazione o di disperazione…la donna la stava facendo accoppiare, , di li a poco ci sarebbe stato anche l’altro cane , quella donna poi la conosceva e lei era in suo pugno se avesse voluto ricattarla. Quella donna robusta e massiccia, dal taglio di capelli corto. Seni imponenti e un giro vita robusto con il classico adipe maschile, non aveva le gambe eccessivamente grosse, ma nell’insieme era una virago vera e propria. Staccò il primo animale lentamente, il piacere della bestia tracimava dal suo ventre, il cane fece per pulirsi il cazzo con la lingua, ma la donna con un infinita delicatezza lo buttò per terra sul fianco, sembrava che l’animale capisse e mugolò sommessamente, il cazzo era quasi rientrato nella sacca si peli, fece segno a lei….”Puliscilo e spicciati, sei una bestia e lui è il tuo maschio….” Con queste parole le indicò il cazzo rossiccio appuntito…….lei chiuse gli occhi, si spostò sulle ginocchia e abbassò il viso sui genitali del cane…..un odore forte acre di selvatico ma non se ne ebbe, il suo viso si avvicinò di più e allungò la lingua, non se la sentiva, si faceva schifo ma continuò ormai era a pochi millimetri dalla bestia e la toccò, una leccata e poi lo prese in bocca. La sua mano corse sulla sacca, il cazzo uscì completamente e se lo mise in bocca, lo succhiò sentì quella carne …ormai era una cagna….e mentre faceva tutto questo l’altra donna fece avvicinare il secondo cane….nella posizione in cui si trovava il culo e la figa spiccavano, il culo lo aveva ancora socchiuso per la festa che le avevano fatto in precedenza mentre la sua figa gocciolava sperma di cane. Era una cagna, lo sapeva ma non le interessava, succhiava un cazzo di animale e l’altro si avvicinò a lei da dietro, sembrava quasi capissero. La donna la guardava, anzi guardava i due animali e lei che si stava annullando. La bestia le stava dietro, sentì di nuovo il muso che la stava annusando, quel naso umido, l’ansimare , lo sentiva eccitato ma…il cane si divincolò saltò sopra di lei, le unghie le graffiarono la schiena, i graffi si sovrapposero quasi fossero colpi di frusta , un dolore un leggero bruciore . Sentì il cazzo della bestia sfiorarle nuovamente la figa ma la donna con un movimento brusco poggiò quel cazzo sul suo culo .Aveva il culo ancora semiaperto e arrossato , le faceva male, cercò di divincolarsi ma un “ferma cagna” la gelò e il cazzo le entrò nel culo e come tutti gli animali lo affondò subito e iniziò a stantuffarla in maniera veloce. Sensazioni che si sommavano e si accavallavano, lo sentì gonfiarsi, quella caratteristica bolla che aveva sentito nella sua vagina e poi venne il piacere. Ora non era presa da due uomini come prima ma era presa da due animali, sputo quel cazzo che aveva in bocca e gridò di piacere e disperazione un noooo, che si tramutò in “ sono una cagna….si lo sono “ .Ora aveva sperma nel culo e nella figa, si era lasciata completamente andare, quelle persone l’avevano in pugno, la parola magica per smettere non l’aveva detta, aveva voluto continuare fino alla fine fino a dove ormai non lo sapeva neanche lei, no sapeva in cuor suo se quello fosse stato il fondo ma lei sapeva che non poteva esserlo e che avrebbe continuato ….fino dove….chissà …..Ma il piacere che le arrivava da tutte quelle sensazioni e dal suo masochismo dato da quella forma di schiavitù aveva il sopravvento.. Le bestie si allontanarono, lei era come ubriaca, rimase immobile per un momento con il culo all’aria, ansimava e la testa appoggiata a quel terreno sabbioso la guancia aveva miniscoli pezzetti di sabbia, i capelli sudati e scomposti attaccati alla fronte . Ora aveva le persone attorno a lei, sentiva i loro sguardi; una mano le si apppoggiò alla spalla e la mise lentamente in piedi…..barcollava, sentiva tutto il piacere delle bestie colarle dal culo e dalla figa, gocce, lungo le sue gambe . Era la sua amica Giulia, gelida la guardava, per lei era una cosa, le mise quella coperta puzzolente sulle spalle e smollò la catena che portava al collo , poi ci ripensò, sentì il moschettone fissarsi al collare e le misero in mano la catena tolta dal picchetto piantato nel terreno. Fece alcuni passi, quasi svenne e fu sorretta poi un passo alla volta andò verso la macchina che l’aspettava con la portiera aperta, , era tardi e il sole stava tramontando. Quella giornata estiva fatta per il mare e la siesta stava finendo mentre lei non era altro che un oggetto da usare, . Si appoggio lentamente sul sedile, aveva la coperta, anzi quel lercio straccio avvolto attorno a lei , con una mano se la stringeva mentre con l’altra teneva la catena avvolta alla mano. Una volta seduta la portiera si chiuse e la sua amica fece il giro e salì anche lei…..il brusio del motore e il rumore dei pneumatici su quella sterpaglia. Poi l’auto imboccò quel viottolo sassoso per immettersi nello svincolo autostradale. Traffico, calore dell’asfalto e quell’aria calda portata dal mare, aria della sera . Si fermarono nella villetta della puttana dove lei aveva avuto la vestizione il giorno prima. L’auto entrò direttamente dentro lungo la rampa in garage, un garage grande fatto per due autovetture ma ora c’era solo la loro auto. Si fermò e fu fatta scendere, in fondo il muro bianco ad alcuni metri di distanza .”Tu ti fermi qua ora scendi e non fare storie riposi qua poi ti farai una doccia, fuori piacciono le puttane ma pulite. Scese, la coperta fu buttata su quel pavimento di cemento , lei era nuda, la catena al collo che fu immediatamente fissata a un tubo del riscaldamento. Era accoccolata , seduta, la catena al collo sotto la luce fredda del neon. La sua amica la guardò ancora …Era perfetta con quel vestito di lino chiaro, che le stava in maniera sublime, si mise a ridere ….” Ecco la mia compagna d’università con le sue mattane….non ti sembra di esagerare? Poi ridendo si girò lasciandola sola e imboccò la porta per salire al piano superiore, ma prima spense la luce e lei rimase al buio. Nuda su una coperta sporca all’interno di quella autorimessa. Silenzio e una leggera frescura, che le diede lo stimolo di pisciare, , non poteva spostarsi non poteva fare niente, chiamò l’amica, gridò, la supplicò, era sicura che la sentisse, ma rimase sola nel buio e alla fine la fece li in un angolo come un animale. Sporca , sudicia e sudata era sola li al buio . La sua amica intanto era salita e parlava con l’altra prostituta. Discutevano dove farle passare la notte su quale incrocio e che tipo di clienti avrebbe dovuto avere . per Giulia era del tutto indifferente , le procurassero pure clienti di tutti i tipi e anzi se avessero abbassato i prezzi sarebbe stata ancora più richiesta, tutto sommato era una bella donna e quella testolina bionda attirava come mosche i clienti. Il pappa. Sarebbe arrivato di li a poco. L’altra puttana si informò del pomeriggio passato dalla professoressa e rimase a bocca aperta quando sentì dell’accoppiamento con i cani .” certo non si tira in dietro, è una masochista nata si potrebbero fare i soldi con quella li….” No. Rispose Giulia appartiene al tedesco, le è entrato nel sangue e a lui da quello che ho capito piace, la deve ancora plasmare e si vuole vendicare con il marito per la notte nel bordello di Francoforte; ora c’è una scommessa, anzi una gara tra me e sua cugina perché l’abbiamo fatta battere, ma credo che la vincerò; queste furono le parole di Giulia; mentre sentirono la macchina del pappa fermarsi davanti alla villetta…CONTINUA