Scivolò sul suo corpo come un serpente strisciandosi il più possibile. Il suo culo era stato aperto da lui e pulito dalla francese ma era ancora socchiuso. Nel movimento lasciava sopra di lui una scia biancastra fatta di tutto e poi si diresse direttamente sul suo viso Si sedette sopra di lui quasi a soffocarlo e con un grido animalesco……..
“Assaggia la tua cagna che si è fatta rompere per te, assaggiala !!”
E così dicendo si strofinò come una baccante sul suo volto. Le mani sul suo petto, per avere più presa e poi lentamente cambiata posizione si calò di nuovo su quell’uccello esausto per leccarlo con avidità ….
.Un sessantanove il numero degli amanti….Rimasero in quella posizione poi lei iniziò a giocare nuovamente con il suo corpo. Sapienti leccate di lingua, lo puliva, lo amava e mentre faceva tutto questo la francese iniziò a stuzzicarle la figa con un tocco leggero femminile. Carezze e poi leccate e succhiotti sul bottoncino. Fu un crescendo su quel letto di treno. Tre corpi che si contorcevano e poi le dita della donna iniziarono a entrare in lei. Prima una, poi due, la mano a cuneo; lei era sfondata. Le pareti della sua figa si allargarono per assorbirla completamente e poi dentro fino al polso. Si accorse che l’altra chiudeva il pugno. Un piacere particolare, quello del sentirsi posseduta da una mano che si muoveva dentro di lei. Una miriade di sensazioni e di appagamenti, la schiava godeva e se la godeva. Lui intanto si era ripreso e la baciava avidamente mentre lei era posseduta in quella maniera. Un grido, gridò di rabbia, morse le sue labbra a sangue dal piacere, voleva sentire il suo sangue voleva lui. Gli piantò le unghie sulla schiena , lo graffiò quasi a marchiarlo, e un bisbiglio…..
” Mio uomo, mio padrone qua ce la tua cagna che si fa aprire……”
Con quelle parole, con la visione del corpo di lui rigato dai suoi graffi, quasi svenne. Entrò in un nirvana, in un’altra dimensione, non le interessava altro, ne era completamente appagata. Vicino al suo padrone con un orgasmo in corso, era felice. Mentre si trovavano in quella posizione, bussarono alla porta, era il francese che si era venuto a prendere la sua compagna. Una volta entrato guardò il terzetto stravolto su quel letto e ne fece i complimenti. Era una perfetta ammucchiata ; la sua donna si girò verso di lui, non aveva provato cazzi, e era ancora eccitata. Sfilò la mano dalla figa di lei e pregò il suo uomo di darle piacere. Lui si mise a ridere e iniziò a sbottonarsi i pantaloni……se lo prese in bocca mentre la sua mano corse al suo ventre, mentre faceva tutto questo si sfilò per un momento il cazzo dalle labbra e ci fu un….
“ Grazie Padrone, grazie”
L’uomo venne alla svelta, quella scena avrebbe eccitato chiunque, corpi nudi, un maschio e due femmine e le due femmine che si danno piacere …Anche un santo sarebbe impazzito e le donne poi non erano niente male, una quasi un efebo e l’altra una femmina da foto di giornale per soli uomini.
Furono così soli in quello scompartimento, la maharani dormiva dall’altra parte , era stanca anche lei perché si era data da fare con la Francese, Rimasero loro due. Lei aderiva al suo corpo, i suoi anelli spiccavano, sulle grandi labbra e sui seni. La pelle attorno al suo ano e alla sua figa era arrossata ma era arrossato tutto il suo corpo. Aveva segni di succhiotti e altri piccoli lividi. L’esperienza del casino non si era del tutto rimarginata. Lei in cuor suo rimaneva una schiava, amava il suo padrone ma essere di nuovo sottomessa in un bordello e trattata come l’ultima delle puttane la eccitava moltissimo. Non si immaginava minimamente che di li a pochi mesi sarebbe stata venduta. Per finire su un palco come le ultime schiave, carne in offerta e sarebbe stata acquistata per finire in una casa di piacere . Ma ora era li vicina al suo lui che le bisbigliò all’orecchio:
“ In borsa c’è il ciondolo da legare agli anelli della tua figa e un altro per tapparti il culo, fatti una doccia e poi vedi di metterteli. Sei la mia cagna e come cagna devi essere vestita. Si lavò alla svelta e poi fu di nuovo sul letto, si sedette comodamente davanti a lui allargando le sue magnifiche gambe. La sua figa spiccava, inanellata e con un movimento leggero lui unì i due anelli con un piccolo anello di strass. Poteva pisciare ma era ornata, stava diventando un oggetto e la stessa cosa la fece con il suo culo, un plug in acciaio che le aderiva perfettamente e la riempiva……Si guardò allo specchio. Era abituata per il ciondolo che aveva già portato per ornare la sua fica, ma con il culo pieno, si sentiva impacciata. Lui se ne accorse…
“Tra non molto non ti accorgerai neanche di averlo, sei una schiava e basta, la mia schiava”
Quelle parole, quelle parole, ne fu felice, una schiava era l’oggetto nelle mani del suo padrone e il padrone sentiva qualche cosa per lei. Si erano ormai vestiti, e ritornarono verso la carrozza ristorante per la colazione. Gli inservienti guardavano le donne, sapevano dei numeri fatti li in quella carrozza diverse ore prima. Lei era in pantaloni e con una camicia di una taglia più piccola. I suoi seni quasi esplodevano dalla scollatura e si vedevano perfettamente i suoi capezzoli inanellati…Tutta da guardare e lo era anche la Maharani con un top che metteva in risalto il suo busto opulento e la gonna lunga all’asiatica, con colori sgargianti che attiravano gli sguardi di tutti e gli occhi ne potevano essere soddisfatti. Il treno proseguiva tra le risaie e e presto si sarebbe inerpicato su per la valle che portava al fiume Nam, poi li a Uttaradit. Loro sarebbero scesi e la maharani avrebbe proseguito in aereo ; ma ci fu un contrattempo, al telefono lei lo sentì parlare in cinese e
“” Tu andrai con lei su al Nord dove abita così potrai ammirare la piantagione e la sua villa….mentre io devo ritornare a Hong Kong ma non preoccuparti è solo routine ci vediamo tra 15 giorni dalla mia partenza”
Rimase perplessa ma lui era fatto così, gli affari e il gusto della lussuria, con quella ricerca del piacere da dare a lei.
Continua